Ubuntu 16.04 EFI Install - Something Else - 2

In prosieguo di quanto scritto qui , con colpevole ritardo, ho fatto ulteriori prove installando Ubuntu 16.04.2 64bit su una macchina virtuale con Virtual Box.

Qualche scoperta in ordine sparso

1)Per far si che la partizione efi (/boot/efi) non rimanga tragicamente vuota.

Fuori da ogni logica a me comprensibile, nell'installer di Ubuntu 16.04.2 64bit, al momento di partizionare il disco in maniera custom, ho configurato
Device for boot loader installation:
/dev/sda
e NON la singola partizione efi (/dev/sda1 in questo caso). Questa cosa, A MIO PARERE, non ha senso visto che mettere il boot loader in /dev/sda vorrebbe dire mettere grub (il primo stage) nell'mbr cosa che non ha motivo di essere usando firmware uefi.

Questa opzione è così di default: forse non modificarla equivale per l'installer a fregarsene e quindi a fare quel che viene detto nella guida ufficiale:
https://help.ubuntu.com/community/UEFI
"Ubuntu will not ask you where to install the boot loader."
Mi sembra folle comunque...

2)Per evitare il bug dell'installer che si inchioda dopo il partizionamento nella schermata "Force UEFI Installation".

Ho scoperto che può non bastare togliere la spunta da "Install update during install" ma, almeno in questo caso con la macchina virtuale, è stato necessario anche disabilitare la rete nella live distro di Ubuntu prima di far partire l'installazione (o anche durante, l'importante è farlo nelle primissime fasi).

3)Ubuntu installato sulla macchina virtuale in fase di boot si inchioda sulla Uefi shell.

Niente paura, manca la voce di boot per far partire automaticamente Ubuntu ma, coi giusti comandi, si riesce a far partire.

4) Se partiziono come sopra con btrfs per home,root,opt il risultato sarà questo.

/
con il default subvolume che fa da container
e @ subvolume che contiene le varie directory

/home
con il default subvolume che fa da container
e @home subvolume che contiene le varie directory

/opt
con il solo default subvolume

Insomma, sicuramente il partizionamento così fatto sarà molto famigliare a chi ha sempre usato etx4/xfs (ovvero tutti), però forse non è il miglior modo di mettere in risalto le qualità di btrfs.

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